Progetto Liceo Artistico


La poetica di Lucio Dalla raccontato per immagini

CronachePicene.it 

FrancescoDiSilvestre.it

Il 13 ottobre 2016, l’accademia di Stoccolma ha conferito il premio Nobel per la letteratura al cantautore americano Bob Dylan «per l’influenza che le sue canzoni e composizioni hanno avuto in tutto il mondo». «Egli» – si legge tra le motivazioni addotte dall’istituzione svedese – «ha restituito dignità alla tradizione orale» e ha saputo creare «in parole e musica, un universo illimitato, che ha pervaso il globo». In questo modo, l’Accademia di Stoccolma ha riconosciuto che la canzone d’autore è in condizione di veicolare un messaggio letterario potente quanto quello espresso in poesia e in prosa dalla letteratura più tradizionale: essa sa parlare al cuore delle donne e degli uomini ed evocare immagini, suscitando emozioni.

In verità, alla canzone d’autore si inscrive tutta una generazione di musicisti italiani, che attraverso la loro opera hanno inteso valorizzare il testo nell’ambito della canzone, spesso tralasciando il piano musicale, nel senso di darvi poco peso. Essenzialmente per due ragioni: per esigenze compositive (più è semplice la musica più è semplice armonizzare il testo composto di molte parole) e per dare maggior risalto alle parole e, quindi, al significato del testo. Per questo sono stati definiti cantautori: scrivevano parole e musica, stando bene attenti ad armonizzare l’uno e l’altro piano; e per questo è possibile anche dire che i cantautori hanno fatto poesia in musica e, nella maggior parte dei casi, hanno espresso un “impegno sociale”. Tra gli altri si ricordano Fabrizio De Andrè, che a partire dagli anni ’60 si è ispirato alla canzone d’autore francese e che attraverso le sue canzoni ha raccontato storie di emarginati, ribelli, prostitute, popoli emarginati, minoranze etniche, sapendo anche valorizzare i dialetti del nostro Paese (come il sardo e il genovese); Francesco Guccini, anche lui cantautore degli anni ‘60 e ’70, che con le sue canzoni folk ha dato spazio alle idee politiche del tempo (le idee anarchiche e le idee di sinistra); Franco Battiato, che ha attraversato diverse fasi musicali: dal rock alla musica classica e che ha coniugato la filosofia e la dimensione mistica con la poesia; Angelo Branduardi, che, con l’aiuto della moglie, ha raccolto poesie e storie da tutto il mondo per metterle in musica e che soprattutto nella sua prima produzione ha fatto largo uso della musica classica, folk ed etnica e del violino, da sempre considerato lo strumento del diavolo; Francesco De Gregori, cantautore romano, più incline a raccontare la quotidianità, la dimensione politica e più ermetico degli altri. Tant’è che negli anni ’70 lo si criticava dicendo che i testi delle sue canzoni non erano chiari, che non era chiaro cosa volesse esattamente dire; e lui rispose con una canzone dal titolo “Niente da capire”. 

In questo stesso filone si colloca anche Lucio Dalla, scomparso prematuramente nel 2012.

È stato uno dei più importanti e innovativi cantautori italiani. Eclettico e originale, Lucio Dalla ha conquistato diverse generazioni di italiani. Si è addentrato nei più svariati generi musicali, collaborando e duettando con artisti di fama nazionale e internazionale.

Dalla ha saputo trasmettere, attraverso “parole in musica”, emozioni incredibili: la tristezza e la gioia, la meraviglia e la leggerezza della vita, l’ironia, lo sconforto di un momento, il dolore, la profondità del vero amore. Credo che la sua cifra stilistica sia stata soprattutto l’ironia e persino il saper prendere in giro se stesso attraverso le sue canzoni, che non sono mai banali, mai scontate.

L’idea di dar vita a questo progetto nell’ambito dell’indirizzo Multimedia nasce con l’obiettivo di avvicinare i ragazzi al mondo dei cantautori, alla loro poesia, al fine di provare a restituire in immagini attraverso un breve video quelle emozioni. Ed è interessante capire in che modo i ragazzi di oggi traducano in immagini video quelle parole di un tempo, magari pensate e scritte in un contesto storico molto diverso. Io credo che le emozioni restino le stesse: oggi come allora.

Il risultato a me sembra soddisfacente.  E credo che il progetto possa essere ripresentato anche il prossimo anno, scegliendo ovviamente un artista diverso. Credo che ne valga la pena. 

Il Coordinatore del progetto

prof. Maurizio Calenti

Ultima modifica il 29-01-2018 da MAURIZIO CALENTI