Martina Di Vardo dello Scientifico "Orsini", Alfiere della Repubblica


Il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, lo scorso 11 Marzo, ha conferito 28 Attestati d’onore di "Alfiere della Repubblica" a giovani che nel 2020 si sono distinti per l’impegno e le azioni coraggiose e solidali, e rappresentano, attraverso la loro testimonianza, il futuro e la speranza in un anno che rimarrà nella storia per i tragici eventi legati alla pandemia.

Accanto ai 28 Attestati d'onore sono state assegnate anche tre targhe per azioni collettive, che traggono anch’esse ispirazione dai valori di altruismo e dal profondo senso di responsabilità, in questo periodo di emergenza sanitaria. Fra i ventotto Alfieri compare anche Martina Di Vardo, 17 anni, residente a Castel di Lama (AP) – “ Per l’impegno e il senso di solidarietà con cui ha preparato spettacoli che avevano come protagonisti bambini in difficoltà. Per le qualità e la sensibilità espresse nelle sue poesie.

Ha lavorato all'allestimento di spettacoli che hanno visto come protagonisti bambini disabili, mostrando sempre particolare sensibilità verso chi si trova in difficoltà. Nonostante le difficoltà e i problemi derivati da una malattia, Martina non si è mai persa d'animo. Ha continuato a studiare con una determinazione ammirevole e a manifestare una forte e sincera solidarietà verso il prossimo. A scuola ha ottenuto ottime valutazioni ed è stata, per due anni consecutivi, tra le vincitrici del concorso di poesia indetto dalla corale polifonica di Ascoli Piceno. Le sue due composizioni hanno riguardato, la prima il tema dell'immigrazione e la seconda i sentimenti scaturiti dopo il terremoto che ha colpito l’Italia centrale” - questa la motivazione riportata dalla Presidenza della Repubblica.

La studentessa contattata per esprimere un commento circa l’importante menzione ricevuta, ha raccontato da dove questo riconoscimento prendesse le mosse.

Nella motivazione espressa dal Presidente Mattarella si recita che viene conferito questo riconoscimento "per l’impegno e il senso di solidarietà con cui ha preparato spettacoli che avevano come protagonisti bambini in difficoltà". Le abbiamo chiesto se potesse raccontare questa esperienza, in cosa sia consistita, quale sia stato il suo ruolo e soprattutto il suo contributo.

Martina ha così raccontato: - “La mia esperienza all'interno della Compagnia "Laboratorio Progettoteatro" di Monteprandone è iniziata diverso tempo fa; mia madre lavora con il maestro e regista Tonino Simonetti dal lontano 2001, anno in cui venne proposto il primo corso di teatro nel mio paese: Castel di Lama. Ha iniziato a portarmi con sé da quando avevo più o meno dieci anni. Adoravo quell'atmosfera, soprattutto durante le prove e dietro le quinte. In breve tempo sono diventata la mascotte della compagnia: durante gli spettacoli aiutavo gli attori a prepararsi, a ripassare le battute, a fornire loro i materiali e tutto quello di cui potessero avere bisogno. Il maestro Simonetti per un periodo (circa tre anni) ha allestito degli spettacoli che avevano come protagonisti dei ragazzini meno fortunati rispetto agli altri e anche in quel caso io ho fornito il mio aiuto. A quei tempi frequentavo la scuola media. È stato molto bello perché loro si sono molto legati a me, mi cercavano sempre e dicevano che ero la loro amica, i loro occhi si illuminavano. Per me è stato tutto molto naturale, non pensavo di fare cose eccezionali, anche se in ambito scolastico avevo notato che spesso alcuni miei coetanei tendevano ad emarginare i compagni in difficoltà, sia che essi fossero stranieri o che avessero dei problemi di salute. Nel 2017 il maestro Simonetti mi ha voluto tra gli attori della compagnia degli adulti, così ho seguito il corso di teatro e successivamente i corsi di perfezionamento sulla dizione e sul movimento corporeo. Ho preso parte alla rappresentazione in forma scenica dell’opera: "La Cenerentola" di Rossini come attrice nella parte mimica.

Nell'ottobre del 2018 stavo preparando uno spettacolo a cui tenevo molto: "I giganti della montagna" di Pirandello che poi è andato in scena al Filarmonici di Ascoli in occasione dei 50 anni di attività del maestro, ma purtroppo per dei gravi problemi di salute ho dovuto rinunciare. Subito dopo c'è stata la pandemia che ancora ci tiene sospesi ad un filo, in bilico... Ma la voglia di riprendere tutte le attività è ancora più grande e spero di poter fare ancora qualcosa con i ragazzi più fragili.”

Nella motivazione si fa anche riferimento alla "qualità e la sensibilità espresse nelle sue poesie". Abbiamo quindi chiesto alla studentessa se secondo lei oggi la Poesia sia presente nel mondo giovanile, quale sia il suo rapporto con essa e quali riflessioni abbia affidato ai versi poetici. La ragazza ha quindi risposto che “la poesia è poco presente nel mondo giovanile perché, secondo me, oggi si dà molta più importanza all'immagine e alla spettacolarizzazione di ogni sentimento. Per me, invece, è importante perché essendo molto riservata faccio fatica ad esternare le mie sensazioni, con la scrittura tutto è più semplice. Quando attraverso un periodo difficile mi viene spontaneo scrivere quello che provo, questo grazie a mia madre che mi ha invitato a farlo fin da quando ero piccola. Devo ringraziare anche tutti i miei insegnanti che mi hanno sempre supportato e hanno permesso che rimanesse viva in me la fiaccola dell'entusiasmo.

Nelle mie due poesie premiate al Concorso della Polifonica "Cento Torri" di Ascoli Piceno ho affrontato il problema dell'immigrazione e le sensazioni scaturite dall'evento sismico che ha colpito le nostre zone. Nella poesia, "Onde amiche, onde nemiche", ho voluto porre davanti agli occhi del lettore due immagini: la prima consueta, familiare, con le onde del mare e i bambini che giocano felici sulla riva, mentre la seconda più cupa, che ci riporta alla realtà drammatica dei migranti di oggi, per i quali le onde del mare non sono sempre amiche, ma a volte negatrici dei sogni di tante famiglie e dei loro bambini. Nella lirica che riguardava il terremoto, "Terra mia", ho voluto esprimere le mie emozioni angoscianti scaturite nel periodo in cui il terremoto ha scosso le sicurezze del nostro quieto vivere.”

Infine le è stata posta una domanda relativa al futuro in un momento in cui i giovani, insieme ai nostri anziani, sono la categoria sociale che forse ha più sofferto in questa pandemia”. Le abbiamo chiesto come lei oggi veda il suo futuro, quale messaggio senta di condividere ed inviare ai suoi coetanei. Martina ha risposto:- Purtroppo ho avuto un problema di salute che ha stravolto la mia vita proprio l'anno prima dell'arrivo della pandemia, quindi la mia reclusione dura da ancora più tempo. Per fortuna adesso tutto sta andando per il meglio e grazie al mio carattere volto sempre a guardare al lato positivo delle cose non mi sono abbattuta nemmeno per un attimo. Certo, qualche momento di sconforto mi è capitato. A me è successo quando, dopo la mia brutta esperienza, ho trovato tutto cambiato. Gli amici si sono allontanati un po' ed ho sofferto molto per questo. Diciamo che la sensazione di solitudine che proviamo oggi, a causa della pandemia, io l'ho già provata. Ma non mi butto giù, guardo al futuro con molta speranza e invito tutti a farlo. Il mio motto è la frase di Anna Frank: "Credo nel sole anche quando piove". Secondo me nella vita si attraversano delle fasi, questa è quella buia... Per forza di cose tra un po' arriverà quella piena di luce, l'importante è non perdere la speranza e coltivare le proprie passioni, anche se qualche volta dobbiamo frenare, l'importante è non fermarsi mai.”

Il Direttore Generale dell’Ufficio Scolastico Regionale per le Marche, la Dirigente e tutte le Componenti dell’Istituto “Antonio Orsini – Osvaldo Licini” di Ascoli Piceno esprimono viva soddisfazione per l’importante riconoscimento attribuito alla giovane studentessa che con la sua esperienza, la sua forza e il suo impegno porta lustro all’intera Comunità scolastica e al Territorio piceno.

 

Brava Martina!

Sei l’orgoglio di tutti noi.

Ultima modifica il 23-03-2021 da MAURIZIO CALENTI